Le interviste De-LAB: Patrizia Menchiari

Prosegue la nostra rubrica delle interviste “segnanti” 🙂 oggi intervistiamo Patrizia Menchiari, CEO Cardiomarketing.

1) Nella tua esperienza, quali sono i valori verso cui le aziende sembrano propendere maggiormente negli ultimi anni?

Osservo che aziende piccole e grandi mostrano una crescente sensibilità verso il tema della sostenibilità e sono più attente alle relazioni umane e al gioco di squadra.

2) Quali pensi siano le motivazioni che spingono le aziende ad avvicinarsi ai temi di responsabilità sociale e ambientale?

I social e il web hanno trasformato la relazione con il mercato: il monologo autoreferenziale di un tempo ha dovuto necessariamente trasformarsi in un dialogo. La reputazione e la credibilità di un’impresa fino ad una decina di anni fa dipendevano soprattutto dalle abilità di PR e media relations. Oggi c’è molta più trasparenza e l’impresa deve rendere conto pubblicamente di qualsiasi comportamento che possa attirare le critiche del pubblico e, in casi estremi, campagne di boicottaggio. A motivazioni opportunistiche (protezione dell’immagine) si affianca, piano piano, una consapevolezza più di sostanza: il futuro è delle aziende che guardano alle conseguenze delle proprie azioni.

3) Quali azioni possono essere intraprese per far comprendere a tutte le aziende che “si può far business facendo felici allo stesso tempo clienti, fornitori e dipendenti, avendo cura anche di avere un impatto positivo sul pianeta e sulla società?”

Massimizzare i profitti a scapito di clienti, fornitori o dipendenti non funziona più. Le aziende che riescono a soddisfare contemporaneamente i bisogni di diversi stakeholder sono meno fragili nei tempi di crisi e hanno migliori probabilità di prosperare. Le aziende di maggior successo sanno che per generare i profitti non basta tagliare i costi, bisogna diventare insostituibili e preziosi per i propri interlocutori, generando più valore dei competitor.

4) Quale impatto pensi avranno il COVID-19 e la pandemia sulla definizione della mission e sulle strategie aziendali?

 La pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione e a messo in evidenza come per produrre buoni risultati non servono l’ufficio o il cartellino, ma una squadra motivata a trovare soluzioni. Le aziende di servizi -dal ristorante alla compagnia di assicurazioni – hanno aggiornato le modalità di erogazione dei loro servizi. E’ stato necessario smaterializzare, velocizzare, alleggerire. Le imprese di produzione con mercati internazionali si stanno attrezzando per trovare alternative alle fiere e alle missioni estere in presenza. In prospettiva, dopo un forte trauma collettivo è prevedibile una selezione nelle relazioni di business. Si darà più importanza alla fiducia, all’affidabilità, alla relazione umana al di là della compravendita.

5) La O finale di Cardiomarketing si riferisce al verbo “Orienta” e al concetto di “ispirare e motivare le persone dimostrando i valori, la cultura aziendale e la vision che rendono le aziende uniche e rispettate”. In tal senso, quali sono le azioni che le aziende socialmente responsabili possonointraprendere nei confronti dei dipendenti e dei potenziali clienti?

 I “love-brands” suscitano rispetto, amore e una fedeltà irrazionale perché non si limitano a fare  prodotti, ma cercano di migliorare la vita delle persone: dei clienti esterni e di quelli interni. Responsabilità sociale e trasparenza sono sempre più apprezzate da chi è disposto ad investire per premiare valori e idee differenzianti: nel mio libro racconto diversi esempi che vanno dalla fattoria biologica all’azienda hi-tech.

Il cliente potenziale va fatto innamorare offrendogli un’esperienza sorprendente e mettendo al centro i suoi bisogni: in molti lo dichiarano ma in pochi lo fanno.

Nelle aziende di maggiore successo i dipendenti sono i primi clienti e i più credibili ambassador aziendali. Le persone soddisfatte, emotivamente coinvolte e consapevoli della propria importanza producono migliori risultati. Ma, parlando di azioni, per raggiungere un buon livello di benessere organizzativo non bastano singole iniziative di welfare, serve una cultura condivisa.

6) Come può un’azienda socialmente responsabile comunicare in maniera sempre credibile nei confronti dei clienti per far comprendere loro che non si tratta di pure strategie di marketing? 

Con i fatti. Oggi c’è più marketing in un customer care sollecito e ben organizzato che nella più costosa delle campagne di comunicazione. Se i comportamenti non sono coerenti con le promesse agli occhi del cliente la comunicazione è solo fuffa autoreferenziale.

….alla prossima intervista! 

 

 

 

 

 

 

 

 

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